6° seminario
Una prospettiva liberale per le politiche urbane
prof. Stefano Moroni - Politecnico di Milano
4 marzo 2016 - UMG Catanzaro, facoltà di Giurisprudenza
La comunicazione prende origine da una semplice osservazione: ci preoccupiamo molto (e giustamente) del consumo di “risorse naturali”, ma assai meno del crescente e indesiderabile consumo di “energia umana” (ossia, della distruzione di slanci, passioni, talenti, capacità, speranze degli individui).
Bruciamo troppa energia umana, in particolare, attraverso forme di regolazione inadatte e procedure burocratiche inutili. Le nostre istituzioni sono in effetti ancora guidate da una concezione “meccanicistica” delle regole secondo cui esiste sempre una regola per qualunque problema e tale regola deve mirare a risolvere direttamente il problema. Ragion per cui produciamo molte più regole del necessario. Inoltre, tali regole, presumendo di poter ottenere più di quanto possibile, diventano spesso controproducenti. A ciò s’aggiunge, non a caso, una burocrazia sovrabbondante, che sembra crescere inesorabilmente su se stessa.
Il punto cruciale è che le regole non devono e non possono determinare tutte le soluzioni; possono piuttosto – definendo più chiaramente e stabilmente sfere individuali protette e vietando solo esternalità negative specifiche – creare le opportunità perché individui e gruppi cerchino soluzioni contestualizzate.
Questo ovviamente non implica che le regole siano tutto (è compito dello Stato anche fornire alcuni “mezzi per molti scopi” a ognuno). Implica però che è da una radicale revisione del modo in cui gli Stati regolano comportamenti e attività – ossia, il loro primo e imprescindibile compito – che dobbiamo partire. Non si tratta di de-regolare, ma di regolare diversamente. La questione viene affrontata soffermandosi soprattutto su regole urbanistiche ed edilizie, il cui impatto – sia sulla realtà economica sia sulla realtà sociale – è ben più ampio di quanto solitamente riconosciuto. Non foss’altro perché le nostre società sono sempre più urbane.

Il prof. Stefano Moroni è professore di Pianificazione e progettazione urbanistica e territoriale. Insegna “Land use ethics and the law” e “Planning theories” presso il Politecnico di Milano. E’ membro del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del medesimo ateneo. E’ membro del comitato editoriale di riviste italiane (Scienze Regionali e Crios) e internazionali (Planning Theory). Tra i libri recentemente pubblicati: “Contractual Communities in the Self-Organizing City: Freedom, Cooperation, Subsidiarity” (con G. Brunetta, Springer, 2012); "La città responsabile. Rinnovamento istituzionale e rinascita civica” (Carocci, 2013); “Ethics, Design and Planning of the Built Environment” (con C. Basta, Springer, 2013); “Cities and Private Planning: Property Rights, Entrepreneurship and Transaction Costs” (con D. Anderson, Edward Elgar, 2014); “Libertà e innovazione nella città sostenibile. Ridurre lo spreco di energie umane” (Carocci, 2015); “L’arbitrio del principe. Sperperi e abusi nel settore dei trasporti: che fare?” (con M. Ponti e F. Ramella, IBL, 2015); “Space and Pluralism. Can Contemporary Cities be Places of Toleration? (con D. Weberman, CEU press, in corso di pubblicazione).